Era il marzo del '96 e avevo 15 anni. Giocavamo di domenica mattina e faceva ancora molto freddo. Ricordo ancora com'eravamo intirizziti durante il riscaldamento. Alessio si avvicinò e mi chiese con sarcasmo: "Adamo... sei ancora titolare?"
Fino a quel momento avevo giocato da titolare perchè c'erano stati molti infortunati. Quel giorno invece la rosa era al completo, i giocatori più forti erano tornati disponibili, e nonostante questo l'allenatore decise di darmi fiducia, sorprendendo anche me. Mi chiese perfino se preferivo giocare ala o interno destro e io gli risposi che che per me era indifferente. "Bene, allora giocherai interno destro" mi disse.
Per la prima volta giocavamo col modulo ad una sola punta, e cinque centrocampisti.
Dopo 5 minuti gli altri sbagliarono un rigore.
Verso la metà del primo tempo andammo in goal su punizione (splendido tiro di prima all'incrocio del secondo palo). 1-0.
E veniamo al mio goal.
L'azione si stava svolgendo sulla fascia sinistra, e io mi trovavo in mezzo al campo. Eravamo in possesso palla, ma il pressing era asfissiante. Ricordo bene come il terzino ricevette un passaggio all'indietro dal mediano, circa all'altezza della metacampo. Il terzino aveva lo spazio per effettuare un lancio, se l'avesse voluto, e fu in questo frangente che iniziai a muovere qualche passo in avanti. L'interno di sinistra, mio collega di reparto, era un tipo timido, e raramente si azzardava a fare incursioni in avanti. Io invece non ero timido.
Non so se il terzino mi vide, se percepì il mio movimento, o se voleva soltanto liberarsi del pallone. Tuttavia si coordinò per effettuare il lancio con il destro (cosa alquanto inusuale per lui) e senza nemmeno stoppare il pallone.
Allora scattai, e ancora prima che il pallone si staccasse dal suo piede avevo preso quei due-tre metri di vantaggio che i difensori non sarebbero più riusciti a recuperare. Il lancio fu splendido, tagliò molto bene la difesa avversaria. La palla rimbalzò sull'erba umida acquistando velocità, e fu allora che la palla passò vicino al centravanti, quello che aveva segnato su punizione.
Era sempre stato un grande egoista in campo, e con me aveva sempre avuto una rivalità speciale. Avrebbe potuto appropriarsi del pallone senza problemi, rovinando tutto. Mentre la palla gli passò vicino, e io stavo ancora correndo, incrociammo gli occhi. Lui era marcato, io ero libero. L'allenatore si sarebbe incazzato alquanto. Lasciò sfilare il pallone, saggiamente, portandosi via il suo marcatore.
A quel punto ero davvero solo, davanti alla porta, e dovevo decidere come tirare.
Ebbi un flash. Mi tornò in mente un goal di Batistuta in coppa Italia contro l'Inter, un colpo d'esterno, in corsa, rasoterra, angolato. Mi venne fuori un colpo uguale, ma di sinistro, che non é nemmeno il mio piede. Forse perchè nel momento in cui ebbi il flash avevo il destro come piede d'appoggio.
La palla scivolò benissimo sull'erba umida. "Entra, ti prego!" pensai.