L'affaire Moggi
Attorno alla figura di Luciano Moggi sono sempre aleggiate molte leggende. Si diceva che con il suo potere e la sua abilità fosse in grado di muovere molte leve nel mondo del calcio e degli affari, ma mai nulla di concreto era venuto a galla. Ogni leggenda ha però un fondo di verità, e oggi questa verità è venuta prepotentemente a galla, ed è stata messa in luce una relatà se vogliamo ancora più clamorosa e dirompente di quanto ci si potesse aspettare.
Tutto il potere che Moggi aveva era figlio della paura che sapeva incutere nelle altre persone, e dietro a questa capacità di terrorizzare gli altri, di millantare potere, non c'era nulla. Era tutto finto.
Oggi giustamente ridiamo di lui, finito nella polvere.
Vorrei riportare in proposito un brano tratto da "Il nome della rosa", in cui Guglielmo da Baskerville dice a Jorge da Burgos ciò che pensa di lui:
"Il diavolo non è il principe della materia, il diavolo è l'arroganza dello spirito. [...]Io ti odio Jorge, e se potessi ti condurrei giù per il pianoro, nudo con penne di volatili infilate nel buco del culo, e la faccia dipinta come un giocoliere o un buffone, perchè tutto il monastero ridesse di te, e non avesse più paura. Mi piacerebbe cospargerti di miele e poi avvoltolarti nelle piume, portarti al guinzaglio nelle fiere, per dire a tutti: costui vi annunciava la verità e vi diceva che la verità ha il sapore della morte, e voi non credevate alla sua parola, bensì alla sua tetraggine. E ora vidico che, nella infinita varietà dei possibili, Dio vi consente anche di immaginarvi un mondo in cui il presunto interprete della verità altro non sia che un merlo goffo, che ripete parole apprese tanto tempo fa."
Tutto il potere che Moggi aveva era figlio della paura che sapeva incutere nelle altre persone, e dietro a questa capacità di terrorizzare gli altri, di millantare potere, non c'era nulla. Era tutto finto.
Oggi giustamente ridiamo di lui, finito nella polvere.
Vorrei riportare in proposito un brano tratto da "Il nome della rosa", in cui Guglielmo da Baskerville dice a Jorge da Burgos ciò che pensa di lui:
"Il diavolo non è il principe della materia, il diavolo è l'arroganza dello spirito. [...]Io ti odio Jorge, e se potessi ti condurrei giù per il pianoro, nudo con penne di volatili infilate nel buco del culo, e la faccia dipinta come un giocoliere o un buffone, perchè tutto il monastero ridesse di te, e non avesse più paura. Mi piacerebbe cospargerti di miele e poi avvoltolarti nelle piume, portarti al guinzaglio nelle fiere, per dire a tutti: costui vi annunciava la verità e vi diceva che la verità ha il sapore della morte, e voi non credevate alla sua parola, bensì alla sua tetraggine. E ora vidico che, nella infinita varietà dei possibili, Dio vi consente anche di immaginarvi un mondo in cui il presunto interprete della verità altro non sia che un merlo goffo, che ripete parole apprese tanto tempo fa."

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