Monday, July 10, 2006

Iaquinta, l'anti-calcio

Ieri sera finale dei Mondiali Italia-Francia.
Dal secondo tempo regolamentare in poi la Francia ha giocato meglio. Per forza, aveva un attacco molto più forte: la velocità di Ribery, il controllo di palla di Zidane, le azioni personali di Henry. Mentra l'Italia, con Totti e Toni, aveva un attacco spuntato. Si sa, la miglior difesa è l'attacco, e con un attacco praticamente nullo anche la nostra difesa ha traballato. Lippi ha provveduto a fare un paio di sostituzioni prima che fosse troppo tardi, dentro De Rossi e Iaquinta. Ora dico: perchè Iaquinta?
Chi è più forte, Iaquinta o Gilardino? Chi è stato pagato 24 mln di euro? Chi ha segnato 63 gol in tre campionati? Chi ha fatto quella stupenda azione personale colpendo il palo contro la Germania? Chi ha fatto lo splendido assist a Del Piero?
E poi che senso ha fare giocare un centravanti come Iaquinta sulla fascia? Allora non sarebbe stato meglio convocare Marchionni? Come molti allenatori Lippi ha le sue fissazioni tattiche. Iaquinta è una di queste, assieme a Zaccardo. Ma per me gli uomini contano più delle tattiche.
Avremmo dovuto giocare sempre con la nostra coppia d'attacco collaudata, Toni-Gilardino. Già contro la Germania la scelta di giocare a una sola punta mi era parsa discutibile. Si è visto che eravamo nettamente superiori e infatti abbiamo segnato quando abbiamo messo su più attaccanti. Inoltre è discutibile aver dato fiducia a Totti fin dall'inizio. L'unica partita ben giocata da Totti è stata quella contro l'Australia, in cui è entrato nel secondo tempo e ha fornito assist e lanci a bizzeffe.
Quella di ieri non è stata una partita entusiasmante. Credo che l'Italia avesse le potenzialità per vincerla sul campo, senza andare ai rigori, se (almeno) avesse fatto giocare il Gila. Anche Inzaghi sarebbe stato meglio di Iaquinta.

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